DaD – Ottimizzare le risorse – 5 – Suggerimenti…

DaD – Ottimizzare le risorse – DaD – Ottimizzare le risorse – 5 – Suggerimenti e consigli


Proviamo in questa lezione a riassumere i passi corretti per affrontare il problema delle videolezioni e dei limiti della banda internet, mettendo a punto un piano di intervento, costruito sulla base dei dati analizzati nelle lezioni precedenti.

Raccogliere informazioni sulla larghezza di banda

La prima azione da compiere è sicuramente quella di verificare lo stato della propria connessione a internet, misurandone le velocità di download e di upload, come illustrato nella Lezione 1 del corso. I dati raccolti saranno il punto di partenza per ogni successiva analisi e per ogni intervento da progettare.

Raccogliere informazioni sul traffico giornaliero

Dopo aver misurato la velocità della propria connessione, occorre anche misurare il traffico giornaliero a cui viene sottoposta. Per fare questo tipo di misurazioni esistono strumenti progettati appositamente. Spesso i firewall montati a protezione delle reti didattiche integrano degli strumenti di analisi del traffico; il consiglio è quindi di chiedere all’amministratore di rete se la scuola è già in grado di reperire questi dati tramite gli apparati già a disposizione.

Ottimizzare gli strumenti software di videoconferenza

Solo ottimizzando gli strumenti già in uso è possibile risparmiare parecchia banda di connessione. Consigliamo di fare riferimento alle Lezioni 2, 3, 4 per alcuni consigli utili su come ottimizzare Google Meet e Microsoft Teams.

Non disperdere energie!

Se riscontrate problemi nelle videolezioni, concentratevi sui motivi reali e non disperdete energie nel cercare di migliorare punti non essenziali e non strategici della vostra infrastruttura. La rete WIFI interna alla scuola, salvo casi conclamati di malfunzionamenti hardware, non è quasi mai la causa dei rallentamenti e dei blocchi delle videolezioni. I moderni Access Point sono in grado di reggere il traffico di diverse centinaia di dispositivi collegati e spesso soffrono anche loro (soprattutto loro!) il collo di bottiglia della limitazione di una banda di connettività non adeguata:

Rimodulare gli orari delle lezioni

Un grosso aiuto alla DaD e alle videolezioni può venire dalla rimodulazione degli orari delle lezioni. Distribuire le attività sincrone e le attività asincrone durante tutto l’arco delle lezioni giornaliere, evitando dunque che durante la stessa ora di lezione ci siano troppe videolezioni (attività sincrone) in contemporanea, può dare grande giovamento alle prestazioni della rete. Il consiglio è quindi di ripensare l’orario delle lezioni, indicando chiaramente quando si tratta di lezione sincrona e quando asincrona, cercando di mantenere, per ogni ora giornaliera, un mix di classi in sincrono e di classi in asincrono (es: se alle 9 del mattino ci sono 10 classi in sincrono e 15 in asincrono al posto di 25 classi in videolezione contemporanea, le prestazioni della linea ADSL non possono che migliorare).

Approfondimento attività sincrone e asincrone

Diversi studi sottolineano l’importanza di alternare contenuti sincroni e asincroni.

I contenuti sincroni sono quelli che si svolgono mentre si è connessi insieme, fra prof e studente. I contenuti asincroni sono quelli che lo studente può/deve svolgere da solo, nei tempi che decide lui, senza l’ausilio del docente.

Una buona prassi sperimentata dalle scuole è quella di programmare l’attività di didattica a distanza nel seguente modo:

  1. Fase di presentazione dell’argomento (sincrona)
    In questa prima fase il docente indica il metodo di lavoro e spiega gli argomenti, interagendo in tempo reale con gli studenti
  2. Fase di esercitazione/produzione (asincrona)
    È la fase in cui lo studente lavora in totale autonomia, approfondendo l’argomento con il materiale didattico condiviso e secondo le tempistiche stabilite dal docente
  3. Fase di valutazione (sincrona)
    Ultima fase in cui si verificano le nozioni acquisite e si giunge ad una valutazione.

Come spiega ad esempio uno studio dell’International Baccalaureate Organization, l’agenzia che si occupa di somministrare l’omonimo esame standardizzato internazionale, “le scuole non dovrebbero affidarsi eccessivamente al solo insegnamento a distanza sincronico per poter mettere a segno un efficace sistema didattico a distanza. L’obiettivo non è quello di ricreare le tipiche situazioni di didattica faccia-a-faccia in aula, cosa impossibile da fare.”

“L’insegnamento a distanza o misto”, continua il documento dell’IB, “deve invece fornire opportunità per gli studenti a lavorare in modo più indipendente, imparando a espandere la loro capacità d’azione e d’interazione, approfittando del momento per far proprie conoscenze informatiche e di software che altrimenti non avrebbero mai incontrato. Se da un lato non è bene fare troppi esperimenti nelle situazioni d’emergenza, dall’altro è vero che qualità come creatività, innovazione e resilienza sono necessarie per far funzionare tutto per il meglio. Occorrono capacità di adattamento e rapidità nel pensare a soluzioni originali per far sì che il diritto all’istruzione sia garantito nel modo migliore.”

Ecco allora uno schema che può aiutare gli insegnanti ad alternare compiti sincroni e asincroni:

AttivitàSincronaAsincrona
Scrivere per blog e fare video blogX
Scrittura collaborativa e sceneggiatureXX
Produzione di contenuti scritti o numerici (word processing, spreadsheet, ecc)XX
Forum di discussione o chat basate su argomento specifico*XX
E-portfolioX
Giochi/videogiochi/ludografiche*XX
Tutorato intelligente (tramite strumenti di insegnamento e valutazione online, spesso specifici a seconda della materia da insegnare)X
Video chat in diretta*X
Fare mappe didattiche (anche usando mappe interattive, ecc)XX
Presentazioni multimedialiXX
Disegni e schizzi onlineX
Controlli delle copiature/plagi (usando dei software appositi che provvedano anche un feedback non solo quantitativo)X
Quiz e sondaggi *X
Video chat e video-conferenze*X
Video creazioni e condivisioni*X
Camminate in gallerie virtuali (ci sono software e portali appositi per queste)XX
Scenari di realtà virtuali (a volte servono software speciali)XX
Creazione di contenuti WikiX
L’asterisco (*) denota le attività che possono essere facilmente condotte usando anche smartphone o strumenti di comunicazione mobile, in mancanza del computer in casa. Tutte le attività sono possibili con questi strumenti, ma alcune possono rivelarsi molto difficili da fare, in mancanza di un computer.

Distribuire il traffico delle videolezioni

Se la connettività della scuola dimostra di non reggere il peso di troppe videolezioni attive contemporaneamente, si può pensare anche di distribuire il traffico su più linee. Possibili interventi in questo senso sono ad esempio:

  • Attivare un secondo contratto di connettività, da affiancare a quello già attivo;
  • Acquistare dei router WIFI (saponette) e delle schede SIM, per creare isole di dispositivi che si connettono a internet tramite la rete 4G;
  • permettere ad alcuni docenti, magari a rotazione, di trasmettere le videolezioni da casa, gravando quindi sulla connessione ADSL privata del docente e liberando banda dalla connettività della scuola.

Conclusioni

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti che è possibile mettere in pratica per affrontare il tema della Didattica a Distanza nel migliore dei modi possibili.

Molte altre soluzioni dipendono ovviamente dalle situazioni delle singole scuole e richiedono analisi e interventi mirati e circostanziati.


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DaD – Ottimizzare le risorse – 4 – Migliorare…

DaD – Ottimizzare le risorse – 4 – Migliorare il consumo di banda di Microsoft Teams


Requisiti di rete

Se è già stata ottimizzata la rete per microsoft 365 o Office 365, è probabile che sia pronta per Microsoft teams. In ogni caso verificare quanto segue prima di iniziare l’implementazione del team.

Tutte le posizioni hanno accesso a Internet (in modo che possano connettersi a Microsoft 365 o Office 365)? Come minimo, oltre al normale traffico Web, verificare di avere aperto gli elementi seguenti per tutte le posizioni, per i supporti in teams:

  • PortePorte UDP da 3478 a 3481
  • Indirizzi IP 13.107.64.0/1852.112.0.0/1452.120.0.0/14

Procedure consigliate: monitorare la rete usando Call Quality dashboard e le analisi delle chiamate

Usare il dashboard qualità chiamata (Call Quality Dashboard) per ottenere informazioni sulla qualità delle chiamate e delle riunioni in teams. Call Quality dashboard può aiutarti a ottimizzare la rete, tenendo d’occhio la qualità, l’affidabilità e l’esperienza utente. Call Quality dashboard analizza la telemetria aggregata per un’intera organizzazione in cui i modelli generali possono diventare evidenti, che consente di identificare i problemi e pianificare il risanamento. Inoltre, Call Quality dashboard offre report di metriche avanzate che offrono informazioni generali sulla qualità, l’affidabilità e l’esperienza utente.

Requisiti di larghezza di banda

Teams è progettato per offrire la migliore esperienza di condivisione di audio, video e contenuti, indipendentemente dalle condizioni della rete. Ciò detto, quando la larghezza di banda è insufficiente, teams privilegia la qualità audio rispetto alla qualità video.

Se la larghezza di banda non è limitata, teams ottimizza la qualità multimediale, inclusi fino a risoluzione video 1080p, fino a 30fps per video e 15fps per il contenuto e audio ad alta fedeltà.

Questa tabella descrive in che modo i team usano la larghezza di banda. I team sono sempre prudenti per l’utilizzo della larghezza di banda e possono offrire qualità video HD in 1,2 Mbps. Il consumo effettivo di larghezza di banda in ogni chiamata audio/video o riunione varia in base a diversi fattori, ad esempio il layout video, la risoluzione video e i fotogrammi video al secondo. Quando è disponibile una maggiore larghezza di banda, la qualità e l’utilizzo aumenteranno per offrire l’esperienza migliore.

Larghezza di banda (su/giù)Scenari
30 KbpsChiamate audio peer-to-peer
130 KbpsChiamate audio peer-to-peer e condivisione dello schermo
500 KbpsVideo di qualità peer-to-peer che chiama 360p a 30fps
1,2 MbpsVideochiamate di qualità HD peer-to-peer con risoluzione di 720p HD a 30fps
1,5 MbpsVideochiamate di qualità HD peer-to-peer con risoluzione di HD 1080p a 30fps
500kbps/1MbpsVideochiamate di gruppo
1Mbps/2MbpsVideochiamate di gruppo HD (video di 540P sullo schermo 1080p)

Fonte: Microsoft Support


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DaD – Ottimizzare le risorse – 3 – Migliorare…

DaD – Ottimizzare le risorse – 3 – Migliorare il consumo di banda di Google Meet


Il consumo di banda di Google Meet in una videoconferenza di gruppo è abbastanza elevato, ma è comunque possibile impostare alcune configurazioni e alcuni parametri per cercare di ridurre l’impatto sulla connessione ADSL.

Vediamo quindi pochi piccoli accorgimenti al fine di ottimizzare tutto nel migliore dei modi:

  • Evitare di far aprire i microfoni e le webcam agli studenti. Oltre ad un problema relativo alla privacy, le webcam mandano dati i continuazione che potrebbero essere inutili. Sulla voce, chiedere di aprire il microfono solo quando loro devono parlare
  • Evitare l’invio della propria webcam che comporta dispendio di dati. L’invio della schermata del PC spesso è ottimizzato in termini di frame rate, ovvero fotogrammi al secondo, poiché non necessita della stessa qualità della webcam.
  • Attivare le procedure per ottimizzazione video in invio come in questa figura. Una risoluzione a 360p comporta riduce del 75% la richiesta di larghezza di banda per la webcam.
  • Attivare le procedure per ottimizzazione video in ricezione come in figura. Se si rischia di avere una banda strettissima in ricezione, è possibile limitare la ricezione in solo audio.

Predisporre la rete a livello di istituto per le videochiamate di Meet


Per offrire riunioni video di alta qualità con Google Meet, devi configurare la rete in modo che Meet sia in grado di comunicare in modo efficiente con l’infrastruttura di Google. 

Ecco cosa devi fare:

  • Assicurati che il percorso verso Internet del traffico di Meet sia breve. 
  • Evita proxy, analisi dei pacchetti, analizzatori di protocollo e qualità del servizio (QoS).
  • Misura e ottimizzare la latenza, la larghezza di banda e la rete Wi-Fi.

Configurare la rete

Passaggio 1: configura le porte in uscita per il traffico multimediale

Configura le seguenti porte per consentire il flusso del traffico multimediale da e verso la tua organizzazione:

  • Per il traffico multimediale (audio e video), configura solo le porte 19302-19309. Per Chrome Enterprise, utilizza l’impostazione Porte UDP WebRTC. Per gli altri sistemi, consulta la documentazione relativa al tuo sistema operativo o browser.
  • Per il traffico web e l’autenticazione degli utenti, utilizza le porte in uscita UDP e 443 su TCP.
Passaggio 2: consenti l’accesso agli URI (Uniform Resource Indicators)

I servizi principali di Google richiedono l’accesso completo alla rete. Se sono presenti restrizioni o criteri di filtro per gli utenti della rete, autorizza l’accesso alla rete per i seguenti pattern URI utilizzando la porta 443.

Nota: se utilizzi Meet su dispositivi Chromebox per videoconferenze, esamina anche i requisiti di rete per ChromeOS.

Pattern di traffico web, API, rapporti di feedback, caricamento dei log e configurazione della connettività:

  • https://*.google.com/*
  • https://*.googleapis.com/*
  • https://*.gstatic.com/* 
  • https://*.googleusercontent.com/*

Pattern di live streaming:

  • https://*.googlevideo.com/*
  • https://*.youtube-nocookie.com/*
  • https://*.ytimg.com/*

Passaggio 3: consenti l’accesso agli intervalli di indirizzi IP dei server multimediali di Google

Il traffico di Meet è protetto e criptato, quindi non è necessario limitare il traffico agli indirizzi IP di G Suite.

Se tuttavia la rete è soggetta a vincoli che richiedono l’imposizione di limiti al traffico, puoi consentire l’accesso solo ai server multimediali di Meet. Questi intervalli di indirizzi IP vengono utilizzati esclusivamente per Meet, quindi puoi identificare il traffico utilizzato per le riunioni video con l’account G Suite della tua organizzazione e ridurre la priorità del traffico di Google Meet dagli account consumer.

Consenti l’accesso ai server multimediali di Meet utilizzando il seguente insieme di intervalli IP:  

  • IPv4: 74.125.250.0/24
  • IPv6: 2001:4860:4864:5::0/64

Nota: questi intervalli di indirizzi IP sono riservati al traffico multimediale (audio e video) e non corrispondono agli URI elencati nel passaggio 2 illustrato sopra.

Passaggio 4: esamina i requisiti di larghezza di banda

La tua rete dovrebbe avere una larghezza di banda sufficiente per gestire riunioni video HD simultanee, più una larghezza aggiuntiva per altre esigenze, ad esempio il live streaming. Se la larghezza di banda non è sufficiente, Meet riduce la definizione video per adattarsi ai vincoli della rete. Se la larghezza di banda è insufficiente per trasferire video, viene utilizzata la modalità solo audio.

Calcolare i requisiti minimi della larghezza di banda di Meet

Per calcolare la larghezza di banda minima per i partecipanti e il live streaming, moltiplica la larghezza di banda media per partecipante per il numero massimo di partecipanti simultanei. 

Requisiti di larghezza di banda per partecipante

La larghezza di banda utilizzata da Meet varia per offrire prestazioni ottimali sulla rete dei partecipanti.

Larghezza di banda media per partecipante  
Tipo di riunioneIn uscitaIn entrata
Video HD3,2 Mbps1,8 Mbps
Solo audio12 kbps18 kbps
Larghezza di banda ideale per partecipante  
Tipo di riunioneIn uscitaIn entrata
Riunioni video HD con 2 partecipanti3,2 Mbps2,6 Mbps
Riunioni video di gruppo3,2 Mbps3,2 Mbps
Proxy Server

Consigliamo vivamente di non utilizzare server proxy per il traffico di Meet. 

Il traffico via proxy aggiunge latenza e può causare la riduzione automatica della qualità audio e video da parte di Meet. Le prestazioni di Meet sono ottimali quando la latenza tra il client e il back-end di Google è inferiore a 100 ms. Inoltre, Meet offre gli stessi vantaggi per il traffico video offerti da un proxy, che quindi non è necessario.  

Se è necessario utilizzare server proxy nella rete

Se la situazione specifica richiede assolutamente l’utilizzo di un proxy, tieni presente che i server proxy possono influire negativamente sulle prestazioni e assicurati che:

Il protocollo Internet SOCKS5 (Socket Secure) non è attualmente supportato.

Revisione della rete WIFI

Confronto tra le bande RF a 2,4 GHz e 5 GHz

Ti consigliamo di non eseguire il deployment di Meet e non gestirlo sulla banda a 2,4 GHz di una rete wireless poiché in genere è molto utilizzata. La banda a 2,4 GHz è anche meno affidabile perché ha 3 canali che non si sovrappongono e di solito subisce livelli di rumore elevati dovuti alle interferenze di reti vicine e ulteriori interferenze da altri dispositivi.

Considerazioni su progettazione e deployment

Per la rete wireless, concentrati sulla capacità piuttosto che sulla copertura.

  • Gestisci le dimensioni delle celle: controlla le dimensioni delle celle in base alla potenza di trasmissione del punto di accesso (AP). Per aumentare la capacità della rete, esegui il deployment di celle di dimensioni minori nelle aree in cui è previsto l’utilizzo di un maggior numero di dispositivi, ad esempio sale riunioni e auditorium. Utilizza celle più grandi per fornire una copertura generale nell’ambiente dell’ufficio.
  • Disattiva le velocità di trasmissione più basse per migliorare l’efficienza dell’utilizzo delle radiofrequenze e forza il passaggio dei client al punto di accesso più vicino durante il roaming tra i punti di accesso.

Se è disponibile un SSID di rete wireless su entrambe le bande (2,4 GHz e 5 GHz), la rete deve forzare la connessione dei client sulla banda a 5 GHz.

Per consentire funzionalità avanzate, come la continuità del roaming fra punti di accesso e la gestione adeguata delle radiofrequenze, è consigliabile gestire e utilizzare le reti wireless in modo centralizzato e non come insiemi di punti di accesso autonomi. 

Infine, dopo il deployment, ispeziona la rete wireless per verificare se esiste la copertura in tutti gli spazi dove in genere si utilizza Meet.

Best practice relative a WMM

Per supportare comunicazioni Meet affidabili sulle reti wireless, devi implementare WMM (Wireless Multimedia Extensions). 

Il traffico di Meet deve essere classificato in uno dei seguenti modi:

  • Il controller o punto di accesso wireless basato sui protocolli e sulle porte specifici di Meet.
  • Il valore del campo DSCP (Differentiated Services Code Point) impostato da altre apparecchiature di rete. Utilizza DSCP se consideri la rete sufficientemente affidabile.

Benché per fornire QoS bidirezionale sia necessario il supporto WMM completo (inclusi i client), puoi configurare quest’ultimo a livello di rete (sul controller/punto di accesso) per offrire vantaggi significativi. Il traffico di Meet deve essere assegnato alla coda audio o video sul controller/punto di accesso wireless e avere la priorità su altre classi di traffico.

Qualità video predefinita

Per ridurre l’utilizzo della larghezza di banda, imposta il valore predefinito per la qualità video di Meet nella Console di amministrazione Google. ​Questa impostazione si applica esclusivamente ai browser web e non riguarda l’hardware Google Meet o le app per dispositivi mobili Meet.Gli utenti possono sostituire il valore predefinito relativo all’unità organizzativa nel proprio browser attivando il video nella riunione di Meet e modificando la qualità video. L’impostazione predefinita verrà applicata a ogni nuova riunione a cui parteciperà l’utente.

  1. Accedi alla Console di amministrazione Google.Accedi utilizzando un account amministratore
  2. Nella home page della Console di amministrazione, vai ad ApplicazioniquindiG SuitequindiImpostazioni per Google Hangouts.
  3. Fai clic su Impostazioni di Meet.
  4. A sinistra, seleziona l’unità organizzativa che vuoi gestire. Per applicare le impostazioni a tutti gli utenti, seleziona l’unità organizzativa di primo livello.
  5. Seleziona un’opzione di Qualità video predefinita:
    • Regola automaticamente (predefinita): la larghezza di banda viene regolata in base alle condizioni della rete e del sistema in modo da offrire la migliore qualità possibile.
    • Larghezza di banda video limitata: per impostazione predefinita, la larghezza di banda di uplink è limitata a 1 Mpbs per limitare l’utilizzo della larghezza di banda.
    • Solo audio: il video è disattivato per impostazione predefinita. Gli utenti possono fare clic su "" per attivare la videocamera nella finestra del browser Meet, ma la larghezza di banda in caricamento per i video sarà limitata a 1 Mbps per impostazione predefinita.
  6. Applica le impostazioni:
    1. Se l’impostazione riguarda l’unità organizzativa di primo livello, fai clic su Salva.
    2. Se l’impostazione interessa un’unità organizzativa secondaria ed è diversa da quella principale, fai clic su Sostituisci.

Fonte: Google Support


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DaD – Ottimizzare le risorse – 2 – Un…

DaD – Ottimizzare le risorse – 2 – Un confronto tra i software disponibili


Per progettare correttamente un’offerta DaD, occorre valutare anche l’impatto che i software scelti avranno sulle prestazioni della rete e della connettività della scuola.

Purtroppo le informazioni sul consumo di banda in Mbit/s dei vari software non si trovano facilmente; dai siti dei fornitori delle soluzioni di videoconferenza si possono però facilmente ricavare i dati di traffico di 1 ora di videoconferenza, e quindi ottenere comunque un dato utile per le analisi di traffico.

Prenderemo in esame i servizi più diffusi, ossia Zoom, WhatsApp, Skype, Microsoft Team, Google Meet, Apple Facetime, Instagram e il loro consumo in un’ora di utilizzo.

Per ogni programma considereremo sia il consumo in una videotelefonata one-to-one (quindi con una sola persona), sia di gruppo, poichè più persone partecipano alla videochat, più dati verranno consumati.

Quanto consuma una videochiamata Zoom

Videochiamata singola 500 MB – 1,6 GB all’ora
Videochat di gruppo 810 – 2,4 GB all’ora

Quanto consuma una videochiamata WhatsApp

Videochiamata singola Circa 200 MB all’ora
Videochat di gruppo 1,8 – 2 GB all’ora

Quanto consuma una videochiamata Skype

Videochiamata singola 120 MB – 700 MB all’ora
Videochat di gruppo 1 GB – 2 GB all’ora

Quanto consuma una videochiamata Microsoft Teams

Videochiamata singola 225 MB – 450 MB all’ora
Videochat di gruppo 225 MB – 675 MB all’ora

Quanto consuma una videochiamata su Google Meet

Videochiamata singola 270 MB – 1,2 GB all’ora
Videochat di gruppo 1,4 GB – 1,8 GB all’ora

Quanto consuma una videochiamata su Facetime

Videochiamata singola 180 MB – 200 MB all’ora
Videochat di gruppo 1,2 GB – 1,6 GB all’ora

Quanto consuma una videochiamata su Instagram

Videochiamata singola 300 MB – 400 MB all’ora
Videochat di gruppo 1,3 GB – 2 GB all’ora

Quale programma per videochiamare consuma meno giga?

Come possiamo notare, una videochiamata, a parte qualche eccezione, ha dei consumi abbastanza simili a prescindere dal servizio utilizzato: in una telefonata video one-to-one di un’ora si arriva a circa 200 MB di dati, mentre su videochat di gruppo si superano facilmente 1-1,5 GB.

Tenendo conto che 1 Mbyte = 8 Mbit si può facilmente calcolare che una videolezione effettuata con Google Meet o con Zoom consuma circa 5-6 Mbit/s, mentre una con Microsoft Teams consuma circa 1 Mbit/s.

Ipotizzando per eccesso che la scuola sia dotata di una linea in Fibra e che abbia una banda in upload di circa 50 Mbit/s, questo porta a concludere che:

Software utilizzatoVideolezioni contemporanee attivabili
Zoom10
Google Meet10 / 12
Microsoft Teams20 / 35

Se vengono avviate più videolezioni in contemporanea di quante la linea ADSL ne possa supportare, ecco che sorgono problemi di disconnessione, audio o video a tratti, utenti che vengono buttati fuori dalla videochiamata.


La palma del software meno gravoso sulla banda ADSL della scuola sembra vincerla Microsoft Teams, incluso nella piattaforma Microsoft Office 365 A1, disponibile gratuitamente per gli istituti scolastici.

Oltre ad un miglior utilizzo della banda, occorre anche ricordare che Microsoft Teams, nella sua versione gratuita, permette 250 partecipanti a una singola videoconferenza, contro i 100 permessi da Google Meet, un aspetto da non sottovalutare nell’organizzazione di Collegi dei docenti.


GSuite è così indietro rispetto a Microsoft Office 365, per quanto riguarda le videochiamate?

La risposta probabilmente è: no, non così tanto. E’ vero che Microsoft Teams consuma oggettivamente meno banda, ma è anche vero che è possibile ridurre un po’ il gap tra i due software apportando delle ottimizzazioni alle configurazioni di Google Meet, come vedremo nella lezione successiva.

Per le scuole che avessero già attivato altre piattaforme di DaD come GSuite e volessero testare / implementare anche Microsoft Office 365, ricordiamo che:

  • Microsoft Office 365 può essere integrato in GSuite e può sfruttare le credenziali di accesso di GSuite, in modo da non dover essere costretti a fornire nuove credenziali ai docenti e agli studenti
  • Easyteam.org SRL è partner certificato Microsoft Educational e può affiancare la scuola in tutte le fasi del processo di integrazione

Gli istituti che utilizzano i software Axios Italia possono anche contare sulla partnership tra Axios Italia e Microsoft, che ha portato all’integrazione di Office 365 all’interno di Axios Segreteria Digitale, Axios Registro Elettronico e Axios Collabora.

Easyteam.org SRL, partner certificato Axios Italia, può affiancare la scuola in tutte le fasi di configurazione e ottimizzazione dei software Axios.

GSuite – Corso per studenti e famiglie – 09…

GSuite – Corso per studenti e famiglie – 09 – L’errore Google Play Service


Periodicamente, sui dispositivi smartphone e tablet Android che utilizzano un account istituzionale di GSuite possono apparire messaggi come quelli riportati qui di seguito:

Come si può risolvere questo fastidioso inconveniente?

Cos’è Google Play Service?

Google Play Services NON è un servizio della GSuite istituzionale fornita dalla vostra scuola, ma un componente di sistema Android.

Google periodicamente rilascia aggiornamenti di sistema e capita che a volte venga aggiornato anche questo componente. Ad esempio, nel maggio 2020 ha rilasciato un aggiornamento di sistema per supportare la distribuzione delle “notifiche di esposizione” per combattere la pandemia di Covid-19.

Quindi si tratta semplicemente di un aggiornamento del dispositivo (smartphone o tablet che sia) che utilizzate.
La cosa che trae in inganno è che compare il nome del vostro account istituzionale , ma compare solamente perchè è l’account loggato nel dispositivo, NON perchè abbia a che fare con GSuite.

Come si risolve il problema?

Il problema si può risolvere in diversi modi.

Disattivare le notifiche di Google Play Service

Andando in Impostazioni – Applicazioni – Google Play Service, è possibile disattivare le notifiche di questo servizio.

Aggiornare Google Play Service

Attenzione: questa operazione va fatta con il vostro account principale Google, non con quello fornito dalla scuola, in quanto limitato e protetto.

  1. Aprite le impostazioni del dispositivo e nella sezione Sicurezza cercate la sezione”Amministratore dispositivo” ed apritela
  2. Assicuratevi che nella lista la voce “Gestione dispositivo Android” non sia presente o che sia disattivata
  3. Tornate nella schermata principale delle impostazioni di sistema
  4. Passate alla sezione “Applicazioni” e scorrete fino a trovare Google Play Services
  5. Premeteci e poi premete su “Disinstalla aggiornamenti”. Se non c’è questa dicitura (non usate il tasto “Disattiva”) premete sul pulsante menu in alto a destra
  6. A questo punto aprite la pagina del Play Store di Google Play Services (qui sarà presente l’ultima versione disponibile) ed aggiornate come una qualsiasi app

Chiedere al vostro istituto una modifica delle policies dell’applicazione

La scuola, dopo una valutazione delle implicazioni di sicurezza, se lo ritiene compatibile con le proprie politiche di protezione dei dati, può chiedere all’amministratore di GSuite di disattivare il controllo centralizzato sull’APP Google Play Service.

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